27- I Nostri 5 Sensi

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Robinson Crusoe, o con il titolo completo ‘’La vita e le strane sorprendenti avventure
di Robinson Crusoe’’

 (The Life and Strange Surprising Adventures of Robinson Crusoe) è
 un romanzo di Daniel Defoe pubblicato il 25 aprile 1719 e considerato il capostipite
del moderno romanzo di avventura e, da alcuni critici letterari, del romanzo moderno
in generale.Robinson Crusoe è figlio di un mercante di Brema (il cui nome originale è
 Kreutznaer) emigrato in Inghilterra.


Nato nel 1632 nella città portuale di York, il padre lo educa severamente alla nuova
condizione di rappresentante cadetto della classe media e vuole che in futuro diventi
 un avvocato; il giovane però, da sempre fortemente appassionato alla vita di mare, decide
 appena compiuti diciannove anni di andar contro le direttive impostegli dal padre,
contrarie ai suoi 'istinti di viaggio', e quindi d'imbarcarsi.

Le sue avventure sono ricche di vicissitudini, viaggia in Nord Africa, restando prigioniero
dei pirati, va in Brasile, dove riesce ad ottenere la gestione di una piantagione di
canna da zucchero.
L’ultimo suo viaggio, al largo del Venezuela, rappresenta, l’inizio della vera
avventura di Robinson. Naufrago e unico sopravvissuto, passerà un quarto di secolo su
 un’isola deserta, incontrando solitudine e sopravvivenza e sviluppando una straordinaria
 capacità di scindere l’utile dall’indispensabile.

Proprio questa è la caratteristica che traspare, soprattutto quando, naufrago a
largo del Venezuela, riesce a raggiungere la terra ferma navigando su delle piccole
zattere e lasciando andare i piccoli utensili ed oggetti non indispensabili.
Robinson è la perfetta descrizione, ai tempi dell’Impero Inglese, dell’uomo con le
 caratteristiche, le attitudini e le capacità per creare un impero.

Il viaggio sulle zattere, nell’ottica moderna, è il momento cruciale per comprendere
quanto sia necessario per realizzare qualcosa, per costruire il proprio impero personale,
 abbandonare le cose che non ci servono e conservare solo quelle utili a realizzare il
proprio scopo personale. Lasciando andare le cose che a Robinson non servono, alleggerisce
la zattera ed è proprio questa scelta che gli permetterà di raggiungere l’isola deserta
 e salvarsi. Salvarsi, così come nelle storie personali di difficoltà, diventa quasi una
 vera impresa, che pur sembrando all’inizio impossibile e difficoltosa, si realizza
in qualcosa di meraviglioso quando si raggiunge la propria ‘’isola deserta’’.

Il proprio impero personale è anche la raffigurazione di qualcosa di più profondo, di
interiore, della capacità di essere più che diventare, un abile selezionatore, ed è
 proprio quello che oggi, nella frenesia dell’epoca moderna, dove la distrazione
regna da padrona, possiamo imparare.
Lasciare le cose che non ci servono.
Portare con noi nella quotidianità, solo le cose che ci aiutano a raggiungere i nostri
 obiettivi, evitando distrazioni, oggi spesso rappresentate dai social (strumenti
eccezionali e utili se ben utilizzati), evitare persone che non contribuiscono alla
 nostra ‘’creazione dell’impero personale’’ .

Questo piccolo impero personale che va arricchito, innaffiato e nutrito di cose
 belle e utili, di studio, di positività, di tutto ciò che ci aiuti a forgiarci e
diventare persone migliori, più forti e più concrete.
Nel racconto, Robinson si costruisce, tutto da solo, un fortino per difendersi dalle
 tribù che poi scoprirà dopo molti anni di permanenza sull’isola, essere gli unici abitanti.
Egli possiede anche ottime qualità commerciali, diventando guida di piantagioni di
 canna da zucchero in Brasile, che gli frutteranno una grande ricchezza.

Tutte qualità straordinarie, testimoni della completezza, di tutte quelle caratteristiche
 che fanno di un uomo un leader.


Oggi, non dobbiamo tutti essere un po’ leader di noi stessi?
Non dobbiamo forse essere dei piccoli Robinson Crusoe per sopravvivere alle tempeste
della vita e salpare sulle nostre zattere, forti e coraggiosi, nella direzione della
realizzazione del nostro piccolo impero?
Robinson Crusoe, se oggi fosse qui tra noi, sarebbe il leader dei leader.